Castel Vieilh La Salle

Castel Vieilh La Salle- Bordeaux

Questa è la storia di un pioniere e di un irriducibile.
Mickaël Jaumain ha rilevato le viti di suo padre che erano coltivate in
agrobiologia dal 1964! Per intenderci, questa zona situata nel comune di
Castelviel in Gironda (nell’Entre-Deux-Mers) non ha mai conosciuto veramente
la chimica e questo si riflette nei paesaggi che sembrano più un bocage
che certi terreni lunari che ancora vediamo troppo spesso a Bordeaux. L’azienda è piccola, 6,3 ettari, esposta a sud su terreni argilloso-calcarei
attraenti. Forte degli insegnamenti del padre, Mickaël ha spinto oltre la
ricerca di una produzione che rispetti l’ambiente e non richieda input.
È così che si è certificato in agricoltura biologica nel 1994 e in biodinamica
dal 2003. Maniaco del lavoro, Mickaël Jaumain dedica tutto il suo tempo alla vigna
e alla vinificazione e poco tempo alle pratiche burocratiche e alla commercializzazione
dei suoi vini. Vengono applicati rigorosamente i principi della biodinamica,
con solo preparazioni a base di tisane e decotti di piante e fiori.
Non accetta alcun fertilizzante, nemmeno organico.
Alla fine arriverà anche a sbattere la porta di Demeter,
di cui non comprende l’accettazione di certi prodotti, né la politica in
fatto di solfitazione. Ovviamente le viti sono inerbite (si vede) e le vendemmie sono manuali. Alla fine, Mickaël Jaumain è molto orgoglioso della sua materia prima
e delle sue viti che pullulano di vita. Le uve sono sane e gli permettono
di vinificare senza prodotti chimici. Estremamente schizzinoso, Mickaël Jaumain esegue dai 20 ai 30 trattamenti
all’anno, il che è considerevole. Fa inoltre eseguire numerose analisi chimiche
per testare costantemente l’esistenza o meno di molecole chimiche indesiderate.
Risultato, su 500 molecole indesiderabili, 499 non sono presenti e le
ultime 70 volte inferiori alla norma tollerata… Dal lato della vinificazione, la fermentazione inizia con lieviti indigeni
senza enzimatica o input esterno. I vini non sono né filtrati né chiarificati.
Per quanto riguarda le due cuvée che proponiamo, la 2014 è senza solforosa aggiunta,
mentre la miscela 2011/2012 ha ricevuto 23 mg/litro di zolfo vulcanico naturale
dall’Italia….
Questa visione estrema della produzione ha i suoi contraccolpi,
dal momento che Mickaël Jaumain si è messo ai margini di tutto.
Nel 2005 lascia l’AOC Bordeaux e nel 2009 Demeter per i suoi orientamenti
in tema di solfitazione. Siccome questo vignaiolo non è fatto per il
marketing e le sue etichette fanno schifo e siccome i suoi vini passano in
“vino da tavola” in assenza dell’omologazione AOC, a poco a poco i banchieri
lo lasciano andare e lui lavora sul posto.
È così che Mickaël tira il diavolo per la coda e scommette solo quando
ha i mezzi per farlo. Attualmente (nel 2021) tutte le sue annate successive
al 2014 sono ancora in maturazione e vengono imbottigliati solo i vini
2011/2012 e 2014 perfettamente maturi. Ecco quindi un vignaiolo atipico di cui non si sente parlare,
le cui bottiglie sono molto poco attraenti e che rientra solo nella categoria
vino di Francia… ma che vi esortiamo ad assaggiare! Le etichette sono confusamente dilettantistiche,
ma dimenticate il contenitore e affidatevi al contenuto…
perché ovviamente dopo tutta questa letteratura va notato che i vini sono
buonissimi! Con tutto il contesto, quello di un vignaiolo naturale,
ci si può aspettare di tutto, ma su quello che abbiamo assaggiato i vini
reggono terribilmente bene all’aria, senza alcun difetto come ossidazioni,
riduzioni, gas o brettanomyces.
Niente di tutto questo,
tranne forse un tocco di volatile che contribuisce alla complessità del bouquet
(stile Barral)

Etichette
NomeUva
Le Rouge de Notre Terre
2012
Merlot-Cabernet Franc
Caberner sauvignon
Le Rouge de Notre Terre
2014
Merlot-Cabernet Franc
Cabernet Sauvigno
Le Rouge de Notre Terre
2015
Merlot-Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
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