Nel vocabolario enologico esistono una serie di parole, per la maggior parte di origine francese, che spesso utilizziamo in modo improprio e che non sappiamo il giusto significato.
Tra queste terminologie, avrete notato nell’ osservare alcune etichette di bottiglie di vino, ci sono la parola Cuvée e Millesimato.
La dicitura “Cuvée” deriva dal termine latino “cupa” che in origine indicava le botti utilizzate per conservare le miscele dei vini. Successivamente la parola Cuvée, trasferitasi nelle terre dello Champagne, è passata ad indicare la miscela di vini diversi: i produttori decidono quindi di utilizzare uve di annate e cru diverse per ottenere vini qualitativamente costanti nel corso degli anni.
Al contrario il termine “Millesimato”, dal francese “millésime”, si traduce con annata. I millesimati sono prodotti con vini che per almeno l’85% appartengono alla stessa annata di vendemmia oppure ricavati da un solo cru. L’anno di vendemmia, detto anche millesimo, deve essere indicato chiaramente in etichetta.
Dunque la differenza tra un vino cuvée e millesimato è piuttosto chiara: nel primo caso parliamo di vini prodotti con uve di vigneti diversi e annate diverse , nel secondo di vini prodotti con uve di uno stesso vigneto e di una stessa annata. Siamo quindi letteralmente agli opposti.
