Nel mondo del vino, da diversi anni, si è acceso un dibattito rispetto alle definizioni attribuite ai diversi tipi di vino: biologico, biodinamico e naturale.
Occore, quindi, non utilizzare i termini in modo improprio e comprendere le differenze che distungono una tipologia di vino dall’ altra.
Vino biologico
La denominazione “biologico” è stata ammessa nel 2012 dalla Legislazione Europea e subito codificata in legge. Con l’ espressione vino biologico si intende un vino prodotto da uve coltivate secondo i metodi di agricoltura biologica. Nello specifico, in vigna non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi ed in cantina viene ridotto l’ utilizzo di solfiti (100 mg/l per i vini rossi, 150 mg/l per i bianchi e rosati). Tuttavia, al vignaiolo viene tollerata molta libertà riguardo l’utilizzo di lieviti selezionati, additivi e coadiuvanti enologici durante i processi di vinificazione.
Vino biodinamico
La denominazione “biodinamico” non è ancora riconosciuta ufficialmente a livello legislativo. Parliamo di un agricoltura biodinamica che oggigiorno trova la sua più grande espressione nell’ associazione Demeter. Generalmente, in vigna non si utilizzano sostanze chimiche e organismi geneticamente modificati (OGM) e si predilige l’utilizzo di preparati naturali ottenuti da processi fermentativi, decotti e minerali. In cantina l’utilizzo dei solfiti non viene completamente eliminato (i valori oscillano tra i 70-100 mg/l). La filosofia biodinamica non ama l’utilizzo di macchinari (preferisce l’aratro al trattore per rispettare la vigna) e rispetta il corso della natura senza forzature (ad esempio l’ attenzione alle fasi lunari).
Vino Naturale
Anche la denominazione “vino naturale” è priva di un riconoscimento legislativo. Tuttavia, si tratta di una metodologia diffusa soprattutto in Francia intorno agli anni settanta. La filosofia naturale ingloba le credenze biologiche e biodinamiche, pur sostenendo una maggiore severità rispetto ai parametri dei solfiti ( max 30-40 mg/l). Le fermentazioni sono spontanee e non vengono effettuate chiarificazioni o filtrazioni. In sintesi, è “il vino di una volta”.
