La storia del 750 ml

Nello stappare le bottiglie di vino, sicuramente, avrete notato che la maggior parte di esse contiene 750 ml del nettare di Bacco.

Per quale ragione – il 0,75 l- è la misurazione utilizzata in quasi tutto il mondo?

La prima teoria, risalente al XVIII secolo, sostiene che la forza polmonare di chi soffiava il vetro era limitata e permetteva di produrre bottiglie con una capienza compresa tra i 650-750 ml al massimo.

La seconda teoria afferma che questa particolare unità di misura fu introdotta per soddisfare le esigenze delle osterie: 75 cl corrispondono a sei bicchieri di vino da 125 ml. Così facendo, gli osti evitavano di aprire inutilmente più bottiglie del necessario.

L’ ultima ipotesi, nata in Inghilterra, racconta di quando gli inglesi utilizzavano come unità di misura il gallone (4,5 litri) per esportare il vino. Ogni cassa di vino poteva contenere solo 2 galloni, ragion per cui decisero di inserire dodici bottiglie da 0,75 l in ogni cassa.

Verità o leggenda, ancora oggi, noi utilizziamo scatole di vino composte da 6 o 12 bottiglie da 0,75 litri!

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